giovedì 16 luglio 2009

Il Marketing 2.0 può essere un valido strumento per le aziende? Quali le potenzialità ancora inesplorate?

“Rewind”. Riavvolgiamo il nastro e torniamo indietro….

All’inizio degli anni 90, i web sites andavano perdendo la loro connotazione di “vetrina”, all’interno dei quali poter sbirciare per raccogliere una serie di spunti relativi all’azienda, e cominciavano a diffondersi i forums destinati a lanciare quella rivoluzione che avrebbe cambiato per sempre la comunicazione ed il rapporto azienda-consumatore. I forums, precursori dei social networks, esoridivano e proliferavano con caratteristiche di ambienti virtuali dedicati al confronto e consentivano ai consumatori/utenti di poter postare e condividere esperienze, costruendo così consapevolmente o incosapevolmente un rete di commenti validi a decretare consensi o dissensi, non solo da parte degli iscritti al forum ma anche per coloro a caccia di informazioni su temi specifici che potevano così attingere da uno spontaneo quanto prezioso passaparola.

A distanza di 3 lustri il fenomeno dei social networks esplode aprendo le proprie porte ad un pubblico decisamente più vasto ed eterogeneo attratto tanto per le funzionalità innovative di co-creazione quanto per la natura generalistica di contenuti dando vita ad una generazione di utenti cosiddetti “digital natives”, decisamente più esperti e consapevoli. Insomma una popolazione attiva pronta a moltiplicare la propria presenza replicando il proprio profilo in tutte le applicazioni da Facebook e Twitter passando per MySpace, LinkedIn, Xing e Youtube con conseguente migrazione di contatti da un social network all’altro in modo da costiuire un unico grande bagaglio, da riempire ma soprattutto da condividere con video, foto, esperienze di vita dalle connotazioni ludiche, ricreative ma anche professionali e, portare sempre con se grazie alla versatilità delle applicazioni nella versione “mobile”.

Il ricorso alla rete per comunicare con i propri interlocutori, sia per le aziende che per le istituzioni, ha contribuito a rendere i rapporti decisamente meno formali, alleggerendoli, e ad aggirare in parte le barriere legate alle macchinose procedure definite per l’attuazione dei processi comunicativi tra le organizzazioni ed il mercato inteso in senso ampio.

Soltanto coloro che si sono resi conto delle vasta portata delle implicazioni legate all’utilizzo di strumenti tecnologici rivoluzionari dal punto di vista della metodologia applicata, hanno accolto l’onda del cambiamento moltiplicando le occasioni di dialogo con i consumatori potenziali e non. Basta citare ad esempio compagnie aeree americane del calibro della Southwest Airlines, Virgin Atlantic ed American Airlines che sono presenti su social networks come twitter e facebook e che contano iscritti in continua crescita.

L’assottigliamento delle distanze ha generato una nuova forma di marketing in conseguenza delle nuove istanze legate ai modelli comunicativi e relazionali emergenti. L’apporccio al consumatore viene arricchito dall’interazione attiva dell’utente nella co-creazione del prodotto/servizio in ogni fase del processo prduttivo a partire dall’ideazione fino alla gestione dei complaints ed il feedback legato alla produzione/erogazione. Nel nuovo modello di marketing web 2.0 l’ideazione, creazione e promozione di un prodotto/servizio non è più esclusivo appannaggio del produttore ma decisivo è il contributo del consumatore a determinare le caratteristiche di produzione e fruibilità dal bene/servizio.

In realtà siamo solo all’inizio della rivoluzione, nuovi standard si profilano all’orizzonte con Google Wave “a new tool for communication and collaboration on the web, coming later this year”, come si può leggere nel sito che riporta la demo della nuova applicazione di Google.


Il Marketing 2.0 può essere un valido strumento per le aziende? Quali le potenzialità ancora inesplorate?

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